Si chiudono le porte delle aule, si spengono le lavagne e arriva il momento di tirare le somme di questo anno scolastico. Tra i ricordi più intensi e significativi che porteremo con noi, un posto speciale spetta sicuramente allo straordinario percorso di incontri culturali, letture e laboratori che ha trasformato la nostra scuola in un vero e proprio laboratorio di idee, confronto e crescita. Non sono stati semplici incontri con autori, ma occasioni autentiche per aprire finestre sul mondo, sulla storia, sulla memoria e perfino sul futuro. Il nostro viaggio è iniziato con Elena Fanucci e il suo Nel corpo del silenzio, un incontro capace di portarci dentro le parole, nei territori dell’ascolto e delle emozioni più profonde. Attraverso la sua narrazione abbiamo riflettuto sul valore della comunicazione autentica e sul significato dei silenzi.
Dalla dimensione più intima della narrativa siamo poi passati alla grande storia con il saggista Marco Grispigni e il suo Anni ’70: non solo anni di piombo. È stato un momento fondamentale per comprendere un decennio troppo spesso raccontato soltanto attraverso la violenza e il terrorismo, ma che in realtà fu attraversato anche da grandi cambiamenti sociali, fermenti culturali, passioni civili e desideri di libertà che ancora oggi influenzano la nostra società.
La memoria del territorio e delle radici è stata invece protagonista dell’incontro con Bidetti e il suo La memoria dell’acqua, un percorso affascinante che ci ha ricordato quanto il passato, i luoghi e l’ambiente continuino a parlare al nostro presente.
Uno degli appuntamenti più significativi si è svolto presso Opificio Italia Camp con il professor Matteo Motolese, una delle voci più autorevoli della linguistica italiana contemporanea. Attraverso il suo libro Scritti a mano. Otto storie di capolavori italiani da Boccaccio a Eco, Motolese ha accompagnato gli studenti delle classi terze, quarte e quinte in un viaggio sorprendente dentro la storia della scrittura e della letteratura. Non è stato soltanto un incontro sulla lingua italiana, ma una riflessione affascinante sul valore della parola scritta, sulla nascita dei grandi capolavori e sull’importanza della scrittura a mano come traccia viva del pensiero umano. Scoprire bozze, correzioni e manoscritti degli autori ci ha fatto capire che dietro ogni opera esistono dubbi, tentativi, errori e intuizioni: un processo creativo profondamente umano che rende la letteratura ancora più vicina a noi.
Infine, abbiamo toccato i confini della conoscenza e della coscienza con Federico Faggin, scienziato e inventore del microprocessore. Attraverso i suoi libri Silicio e Oltre l’invisibile, Faggin ci ha letteralmente proiettati nel futuro, spingendoci a riflettere sul rapporto tra intelligenza artificiale e coscienza umana, e ricordandoci che nessuna tecnologia può sostituire la sensibilità, l’immaginazione e l’umanità delle persone.
Una delle esperienze più intense dell’anno, però, non ha visto soltanto un autore dietro la cattedra, ma noi studenti come protagonisti attivi. Parliamo del percorso dedicato a Ero un bullo, la storia di Daniel Zaccaro. Non ci siamo limitati alla lettura del libro: attraverso laboratori in classe e la partecipazione allo spettacolo teatrale abbiamo vissuto questa esperienza in maniera totale. È stato un percorso forte e coinvolgente che ci ha fatto riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte, sul valore del cambiamento e sulla possibilità concreta del riscatto e del perdono.
A rendere ancora più ricco questo anno è stato anche il laboratorio Nannarè, uno spazio di creatività, crescita e condivisione che ha permesso a molti studenti di mettersi in gioco, scoprire nuove capacità e creare legami autentici al di fuori della didattica tradizionale.
I nostri ringraziamenti
Un viaggio così importante non si costruisce da soli. Per averci accolto, sostenuto e aver creduto nel valore della cultura come strumento di crescita, tutta la comunità scolastica desidera ringraziare calorosamente il Drugstore Museum e Opificio Italia Camp. Il loro supporto è stato fondamentale per dare spazio alle idee, alla curiosità e alla partecipazione degli studenti.
Grazie ai docenti che hanno reso possibile tutto questo e agli studenti che hanno partecipato con entusiasmo, attenzione e voglia di mettersi in discussione.
Si chiude così un anno intenso, pieno di parole, incontri ed emozioni che continueranno ad accompagnarci anche fuori dalle aule.
Buone vacanze e… al prossimo capitolo!
